Progetti eseguti

La nostra Fondazione ha iniziato ad operare nel 2008

Ospedale dei Bambini Milano - Buzzi
Creazione di una struttura per la cura della calcolosi urinaria
La calcolosi urinaria è una malattia molto diffusa non solo nella popolazione adulta, ma anche in quella pediatrica. Nei Paesi occidentali l’incidenza , storicamente poco frequente, è decisamente aumentata per alcuni fattori: mutazione degli stili di vita ed alimentari con elevata incidenza di obesità e alterazioni metaboliche ; immigrazione significativa di bambini da altri continenti e da Paesi a risorse limitate. L’ età di più frequente riscontro è tra i 2 e i 4 anni, epoca precoce e che richiede una competenza urologica prettamente pediatrica. Il 70% circa dei bambini con calcoli può presentare una malformazione urinaria associata. La calcolosi spesso è causa di sintomatologia acuta per complicanze ostruttive ed infettive che portano ad un’osservazione in Pronto Soccorso in circa il 40% dei casi. La calcolosi riconosce quindi cause diverse: metaboliche, nutrizionali, infettive o da stasi secondaria ad ostruzione; alcune forme di litiasi, quali ad esempio la cistinuria, hanno un’origine genetica.
La calcolosi urinaria tende a recidivare: la storia naturale della malattia calcolotica indica che, se un soggetto ha avuto due calcoli renali, è più facile che ne sviluppi altri in seguito. Un calcolo non curato nel tempo aumenta di dimensioni, può causare infezioni urinarie recidivanti e danni talvolta irreparabili ai reni. L'insorgenza di insufficienza renale cronica di grado lieve-moderato ha un frequenza del 20%. La calcolosi in età pediatrica è raramente singola: la maggior parte delle volte il bambino si presenta alla nostra osservazione con calcolosi multiple e complesse, spesso associata a idronefrosi di grado moderato-severo e con segni di sofferenza renale.
La patologia è motivo di discussione clinica collegiale e confronto tra pediatri, nefrologi , chirurghi urologi pediatri per fornire al piccolo paziente le procedure terapeutiche meno invasive e dolorose, garantendo sempre la massima efficacia.

Approccio diagnostico e terapeutico
Nell'ultimo decennio si sono profondamente modificati:
  • gli aspetti epidemiologici;
  • l'impostazione degli interventi profilattici (riduzione della calcolosi vescicale endemica);
  • l'approccio terapeutico chirurgico con lo sviluppo di tecniche mini-invasive integrate: endourologiche percutanee, endoscopiche retrograde o extracorporee utilizzando diverse fonti di energia (balistica, ultrasuoni, laser ad holmio) relegando ad un ruolo marginale, di ultima scelta, il ricorso alla chirurgia tradizionale a cielo aperto. Tali fattori rendono le tecniche di trattamento della urolitiasi, specialmente la litotrissia extracorporea, ripetibili anche a distanza di poco tempo.

Quale trattamento scegliere
La scelta della tecnica appropriata per il trattamento della calcolosi dipende da molteplici variabili:
  • natura;
  • dimensioni;
  • numero;
  • posizione dei calcoli;
  • anatomia delle vie urinarie.
Tutti i pazienti quindi sono sottoposti ad accertamenti quali studio metabolico delle urine delle 24 ore e studio morfologico delle vie urinarie (Ecografia renale e vescicale e Rx Urografia).
La litotrissia extracorporea (ESWL Extracorporeal Schock Wave Lithotripsy)
Rappresenta di gran lunga, anche nel bambino, il trattamento di prima scelta della urolitiasi: si tratta di una tecnica che permette la frantumazione del calcolo utilizzando un apparecchio che genera onde d'urto. Spesso è necessaria una lieve sedazione sia a fini analgesici, sia perché è indispensabile l'immobilità del paziente.
"Puntato" il calcolo con un mirino, grazie all'ausilio di una sonda ecografica o con una radiografia, vengono liberate onde d'urto che sono "collimate" verso il calcolo stesso, frantumandolo.
La UOC di chirurgia Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini Buzzi ha maturato un esperienza in questo campo avvalendosi dell’apparecchio in dotazione all’Ospedale Bassini dell’Azienda ICP. Tale attività ha permesso di trattare oltre 10 bambini affetti da calcolosi pielo-caliceale. È caratterizzata da un'elevata efficacia e non invasiva, è ben tollerata dai bambini che il giorno dopo il trattamento vengono dimessi. Il bambino più piccolo che abbiamo trattato aveva 2 anni e mezzo. Ha risposto bene alla procedura in termini di tolleranza e di efficacia .
La ureterolitotrissia endoscopica (ULT)
È un'indicazione principe per la calcolosi ureterale lombare e pelvica. Si tratta di una tecnica endourologica raffinata ed elegante che si effettua attraverso uno strumento semirigido chiamato ureteroscopio, del diametro di 8 Fr e un litotritore balistico (elettromeccanico). La tecnica richiede strumenti delicati e una non indifferente manualità ed esperienza. La Chirurgia Pediatrica del Buzzi ha realizzato parecchie procedure con successo, avvalendosi tuttavia di un contratto di noleggio dell’apparecchiatura, che non consente di assicurare in modo continuativo la prestazione ai piccoli pazienti e non permette la disponibilità di tecnologie di ultima generazione, più efficaci e rapide nella litotrissia.
La nefrolitototrissia percutanea (PCNL)
Per alcune forme di calcolosi renale, specialmente per le forme a stampo e multiple (calcoli di cistina, calcoli a stampo del gruppo caliceale inferiore) la procedura terapeutica migliore è rappresentata dalla nefrolitototrissia percutanea (PCNL) che spesso va associata o preceduta da una o più sedute di litotrissia extracorporea per meglio ottimizzare il risultato finale. La PCNL consiste in un approccio endourologico con accesso alle cavità escretrici renali attraverso la cute, la parete addominale ed il parenchima renale sotto controllo radiofluoroscopico intraoperatorio. Si punge il calice renale prescelto con accuratezza e definito in base ai rapporti stechiometrici tra distribuzione spaziale dei calici, sede dei calcoli e posizione del rene rispetto all'apparato escretore. Tale manovra deve essere affidate ad operatori particolarmente esperti.
La UOC di chirurgia Pediatrica ha una Unità Semplice di Urologia Pediatrica, di cui è responsabile il dott. Giorgio Selvaggio che è dedicata al trattamento di tutte le patologie uro-genitali, congenite ed acquisite, tra cui la calcolosi urinaria. La richiesta di prestazioni endourologiche per calcolosi nel bambino è molto frequente ; la domanda dell’utenza non trova spesso risposta adeguata in termini temporali e di disponibilità di tutte le tecnologie necessarie. Tuttavia negli ultimi 8 anni il dott. Selvaggio ha maturato una qualificata esperienza ed elevata competenza nel trattamento mininvasivo, endourologico della calcolosi. Per questa ragioni si ritiene fondamentale la acquisizione di uno strumentario completo per il trattamento della calcolosi nel bambino, in modo da poter rispondere alla domanda degli utenti dell’area di Milano e della Regione Lombardia.
La struttura necessità di un Laser ad olmio ultra pulsato, un Videoureterorenoscopio flessibile 8 Fr, un Ureterorenoscopio rigido 7 Fr, un Cistoscopio universale Ch 9,5, un Cistouretroscopio neonatale Ch 8 ed un Set per Minipercutanea (PCNL).
Il costo totale della strumentazione è di € 100.000.
La nostra Fondazione Alberto Mascherpa Onlus ha donato 100.000 Euro (Maggio 2016) per la creazione della sala Alberto Mascherpa, dove verranno curate le calcolosi urinarie nei bambini (Litotrissia).
La struttura è stata inaugurata l’11 Novembre 2016.
Creazione di una struttura ambulatoriale digestiva
La Responsabile del progetto è la Professoressa Giovanna Riccipetitoni, Direttore della struttura complessa di Chirurgia Pediatrica.
Il progetto è la creazione di una struttura ambulatoriale digestiva presso i locali del Padiglione Guaita.
La nuova sala sarà intitolata ad Alberto Mascherpa.
La fondazione ha donato 120.000 € per l’acquisto di 2 Videogastroscopi (sottile ed ultrasottile),  Videocolonscopio pediatrico, con relativo Videoprocessore completo di colonna, monitor, sistema di archiviazione e stampante fotografica, forniti dalla Pentax. Mentre la macchina Lavaendoscopi è stata fornita da Farmec.
La struttura consente il potenziamento dell'endoscopia digestiva da svolgere in regime ambulatoriale (oggi solo in sala operatoria, con tempi lunghi ed attese per la disponibilità, di circa 30 gg per l’esecuzione dell’esame).
I nuovi macchinari permettono di migliorare l'accuratezza diagnostica e con la possibilità dell'archivio elettronico, incrementando l’attività endoscopica (circa 200 pazienti in più).
Questi strumenti non vengono solo adoperati in fase diagnostica, ma anche in fase di intervento per salvare la vita dei bambini (ingestione di sostanze caustiche o di corpi estranei). Ad esempio, i corpi estranei ingeriti dai bambini vengono rimossi con gli endoscopi.
La nostra fondazione ha donato a OBM (Ospedale dei Bambini Milano – Buzzi) Onlus la cifra completa per l’esecuzione dell’intero progetto.
La sala Alberto Mascherpa è stata inaugurata il 28 Ottobre 2008.

Potenziamento servizio di Endoscopia Pediatrica – Sala Alberto Mascherpa
Dall’istituzione del Servizio di Endoscopia Pediatrica all’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi (2008) è stato possibile, grazie alla precedente donazione di una colonna completa per la video endoscopia e di 3 video endoscopi (1 gastroscopio neonatale, 1 gastroscopio pediatrico e un colonscopio), un incremento del numero di esami endoscopici e un deciso abbattimento delle liste di attesa specie per le procedure diagnostiche effettuabili in sedazione conscia.
Nell’ultimo anno l’attività ha permesso l’esecuzione di circa 420 procedure complessive, di cui la maggior parte presso la Sala di Endoscopia “Fondazione Alberto Mascherpa”.
L’acquisizione di una nuova colonna endoscopica e di un video-gastroscopio da 8 mm, permette da un lato di mantenere una colonna endoscopica fissa in sala operatoria, avendone una seconda di pari tecnologia nel Servizio di Endoscopia e dall’altro di incrementare le attività aumentando il numero di sedute settimanali a due.
Per raggiungere questi obiettivi, la nostra Fondazione ha donato 56.000 € (Febbraio 2012) per acquistare l’attrezzatura necessaria.
Dal 10 Luglio 2012 la nuova attrezzatura è operativa in Ospedale.
La struttura consente di eseguire endoscopie a 6 pazienti consecutivi per ogni seduta endoscopica. Nell’anno 2011 sono stati effettuati 301 esami endoscopici (176 in sedazione cosciente e 125 in narcosi), mentre nel 2012 (a metà Novembre) sono stati effettuati 460 esami endoscopici (253 in sedazione cosciente e 107 in narcosi); la disponibilità di uno strumento in più ha consentito di aumentare le prestazioni e di ridurre le liste di attesa.
Progetto di potenziamento della Risonanza magnetica (radiologia)
La fondazione ha donato 35.000 € per l’acquisto di una antenna - bobina (Philips) di ultima generazione per la diagnostica di cuore e feti.
La risonanza magnetica (RM) è una tecnica di immagine che non usa radiazioni nocive e per questo è particolarmente indicata nello studio dei bambini  e del tutto recentemente anche dei feti.
Utilizza un complesso meccanismo che riesce ad ottenere delle eccellenti immagini dell’anatomia umana mediante l’interazione di un forte campo magnetico e di onde radio. La macchina è costituita da un potente magnete (di 15.000 Gauss uguale a 30.000 volte il campo magnetico terrestre), mentre delle particolari antenne inviano e registrano un segnale radio dal quale vengono estratte le immagini. Le antenne sono di conseguenza una parte fondamentale di un apparecchio RM e ve ne sono di diversi tipi a seconda della parte del corpo che deve essere studiata. In genere per motivi legati al loro relativo scarso utilizzo, le antenne dedicate allo studio dei bambini sono meno commercializzate e se ne dispone di una minor varietà. Recentemente è stata messa a punto una particolare antenna che consente uno studio accurato del cuore e dell’addome del bambino, ma essendo di piccole dimensioni anche del feto nella pancia della mamma.
Con questa antenna particolarmente sensibile si potrà studiare da un lato il cuore e l’addome del bambino, dall’altro il feto a partire dalla 20esima settimana di gestazione, con una risoluzione mai prima raggiunta e con la conseguente possibilità di aumentare l’efficienza diagnostica rispetto al passato.
L’unità operativa di radiologia dell’Ospedale Buzzi dispone di un database di RM fetali di circa 1.300 casi esaminati ed attualmente esegue 10 esami ogni settimana per quanto riguarda i feti e 5 esami dell’addome dei piccoli pazienti.
I beneficiari di questo strumento, oltre agli operatori dell’U.O. di Radiologia, sono circa 700 individui ogni anno, considerando bambini in età pediatrica e donne gravide.
Il Buzzi opera in questo settore da oltre 8 anni sotto la capace guida del Professore Triulzi e rappresenta una delle migliori strutture in Italia.
La nostra fondazione ha donato a OBM (Ospedale dei Bambini Milano – Buzzi) Onlus la cifra completa per l’esecuzione dell’intero progetto.
Da Luglio 2008 la nuova bobina è in funzione.
CD "Le Prime Cure al neonato"
Il progetto prevede la realizzazione, a cura di professionisti, di un filmato audiovisivo, tradotto in cinque differenti lingue, che illustri le prime cure per il neonato, dai primi giorni di vita.
I fruitori saranno tutti i genitori dei figli neonati all’Ospedale Buzzi (circa 3.500 neo-famiglie all’anno).
Il costo del progetto è di 5.000 €. Cifra interamente donata dalla nostra fondazione.
Il filmato è stato completato nel mese di Novembre 2008.
Dal 2009 il CD viene distribuito ai genitori dei neonati dell’ospedali Buzzi di Milano.
Ingegneria Tissutale nella rigenerazione di organi – la vescica artificiale
La Responsabile del progetto è la Professoressa Giovanna Riccipetitoni, Direttore della struttura complessa di Chirurgia Pediatrica.
Progetto di ricerca sperimentale e di ricerca clinica.
La ricerca biomedica e lo sviluppo di tecniche di ingegneria tissutale rappresentano il settore più avanzato e più fervido di risultati negli ultimi anni. Consentirà di curare pazienti ripristinando funzioni irrimediabilmente compromesse.
In particolare, la possibilità di “ricostruire o sostituire” organi affetti da anomalie congenite mediante l’impiego di colture cellulari o tissutali omologhe (ricavate da piccoli prelievi del tessuto del paziente medesimo o dal liquido amniotico della madre).
A Maggio 2011 la fondazione ha completato la donazione di 115.000 € (67.500 € nel Dicembre 2009 e 47.500 nel Maggio 2011) per finanziare completamente il progetto triennale.
La prima fase di studio (inizio a Febbraio 2010 e termine nel 2013), prevede la formazione del Dottor Massimo Garriboli presso il Sick Children’s Hospital di Londra dal Prof. Paolo De Coppi (che ha collaborato a lungo con il Prof. A. Atala - Wake Forest Institute for Regenerative Medicine, Wake Forest University Health Sciences, Winston-Salem, North Carolina - direttore del Centro Ricerche e dell’Istituto di Medicina Rigenerativa del Children’s Hospital di Boston).
Realizzazione di interventi chirurgici complessi nel bambino con tecnologia tridimensionale
Responsabile del progetto è la Professoressa Giovanna Riccipetitoni, Direttore della Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini V. Buzzi di Milano.
La Chirurgia Pediatrica dell'Ospedale dei Bambini V. Buzzi svolge attività chirurgica ad alta complessità ed è Centro di riferimento per i bambini di Milano, della Regione Lombardia ed anche per il territorio nazionale.
Ha sviluppato competenze in molti settori super-specialistici della chirurgia pediatrica: chirurgia toracica, digestiva, urologica, oncologica, plastica e vascolare eseguendo oltre 1.700 all'anno.
In modo particolare si è caratterizzata a Milano ed in Regione Lombardia per un elevata competenza nella chirurgia mininvasiva ed endoscopica con realizzazione di:
  • interventi di toracoscopia in lattanti e pazienti con malformazioni polmonari o con patologie acquisite
  • interventi in laparoscopia per ogni tipo di patologia addominale ed urologica
  • interventi con tecnica mininvasiva per pazienti con masse tumorali
  • prelievo per via laparoscopica di tessuto ovarico per crio-preservazione ai fini di poter assicurare una fertilità futura ai piccoli pazienti oncologici che devono eseguire radio e chemioterapia (il Buzzi è l’unico Centro in Lombardia ad effettuare queste procedure nei bambini)
  • procedure endoscopiche diagnostiche ed operative delle vie digestive e delle vie aeree
La Fondazione Mascherpa ha enormemente contribuito in passato alla realizzazione di questi obiettivi con l'acquisto di una colonna con i relativi endoscopi ed il completamento della dotazione strumentale endoscopica che è stata ed è intensamente impiegata nel Centro di Endoscopia Digestiva Alberto Mascherpa del Buzzi, nonché in Sala operatoria per le procedure operative in narcosi profonda.
L'esecuzione di procedure chirurgiche miniaturizzate in piccoli pazienti richiede, infatti, la disponibilità di strumentazione ad alta tecnologia che hanno una continua evoluzione con un sensibile miglioramento qualitativo.
La tecnologia per chirurgia mininvasiva tridimensionale (3D), costituisce un notevole apporto in termine di miglioramento della qualità della visione intraoperatoria nella chirurgia laparoscopica, toracoscopica ed endoscopica in genere.
L'acquisizione di una colonna laparoscopica 3D con piattaforma tecnologica per ogni tipo di chirurgia mininvasiva ed endoscopica respiratoria, urologica e digestiva rappresenterebbe un notevole vantaggio per la qualità delle procedure chirurgiche e per i pazienti.
L'apparecchiatura è impiegata per circa 500 pazienti all'anno.
La Fondazione Alberto Mascherpa Onlus ha donato l’importo per finanziare completamente il progetto - 106.500 € - Dicembre 2013.
La Sala operatoria della Chirurgia Pediatrica è stata intitolata ad Alberto Mascherpa il 4 Giugno 2014.
Riqualificazione Ambulatorio di GAIT ANALYSIS
Presso il Centro di Ortopedia Pediatrica dell'Ospedale "dei Bambini" Vittore Buzzi di Milano l'equipe diretta dal dott. Francesco Motta si occupa da anni della cura e della correzione delle malformazioni ortopediche dei bambini, fra le quali quelle provocate dalle paralisi cerebrali infantili. Migliaia di bambini qui curati hanno migliorato la loro qualità di vita e quella delle loro famiglie. In10 anni sono circa 5.000 provenienti, per il 60% da fuori regione. L’Ospedale dovrebbe a breve diventare ‘Centro di riferimento Regionale per il trattamento delle Paralisi Cerebrali Infantili’.
Tutte le terapie e le operazioni che vengono eseguite all’Ospedale Buzzi sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale italiano.
La paralisi cerebrale è un insieme di disturbi neurologici conseguenti a una lesione non progressiva del Sistema Nervoso Centrale, verificatasi in epoca pre, peri o post-natale. La lesione cerebrale è persistente e può influire negativamente sull’evoluzione motoria e cognitiva del bambino. I principali fattori causanti la paralisi cerebrale sono: la prematurità, danni cerebrali dovuti a embolia, emorragia e anossia così come infezioni e malformazioni cerebrali. L’incidenza della malattia è di 1 su 3 per 1000 nati vivi. I neonati prematuri, specialmente se nati prima della 32esima settimana e se sottopeso (peso inferiore a 1500 gr) sono più a rischio. L’aumentato tasso della loro sopravvivenza spiega come mai l’incidenza non sia scesa nell’ultima decade. Altri fattori di rischio includono il distacco della placenta, gravidanze multiple, ipotensione, ipoventilazione, ipossia e insufficienza polmonare.
In circa un terzo dei casi la causa non è determinata. Generalmente, le cause pre-natali o peri-natali interessano il 50-60% dei pazienti, le cause post-natali il 5% e le cause sconosciute il 35%.
Di conseguenza a tutto ciò, può venire più o meno compromesso  lo sviluppo mentale, fisico e motorio del bambino. Nel tempo e conseguenti alla lesione neurologica primitiva, potranno insorgere anche problemi ortopedici importanti come lussazione d’anca, scoliosi o deformità degli arti inferiori.
La qualità della vita del bambino e della sua famiglia ne risentono in modo grave.
L’anamnesi, la visita neurologica, quella fisiatrica, la RMN dell’encefalo (per documentare il tipo e l’estensione della lesione) e l’esame clinico rimangono di fondamentale importanza per la diagnosi e la valutazione. L’esame computerizzato in 3D del movimento (la gait analysis per l’arto inferiore e la Motion Analysis per l’arto superiore) saranno complementari per un’adeguata analisi dei disturbo motori.
Tra le diagnosi vi è l’esame tridimensionale del movimento che viene realizzato nel laboratorio di Gait Analysis dell’Ospedale Vittore Buzzi di Milano.
L’analisi del cammino è un esame obiettivo che permette di valutare il cammino di pazienti con patologie che coinvolgono il sistema neuro-muscolare.
La strumentazione per eseguire l’esame consiste in un sistema optoelettronico di 8 telecamere ad emissione di luce infrarossa  che acquisiscono la posizione nello spazio di marker, ricoperti da materiale catarifrangente, posizionati sul corpo del paziente.
Il paziente deve camminare lungo un percorso inquadrato dalle 8 telecamere dove vengono  eseguite una serie di prove di cammino in modo da poter valutare la ripetibilità dei dati acquisiti.
La Gait Analysis attraverso un software specifico permette di  ricostruire virtualmente lo scheletro del paziente e da qui il calcolo della cinematica e dinamica del movimento di Pelvi, Anca, Ginocchio, Caviglia, Piede, Tronco e Spalle sui tre piani del corpo (frontale, sagittale, trasversale).
Alla fine tutti questi dati vengono raccolti in un report grafico con i risultati del movimento dell'arto inferiore destro e sinistro confrontati con quelli di un soggetto normale. Si aggiungono anche informazioni sui parametri spazio-temporali del cammino (come la velocità, lunghezza del passo, numero di passi al minuto…) e ciascuna grandezza viene comparata con un corrispondente range di normalità che consente quindi di quantificarne il discostamento.
In modo analogo vengono studiati i movimenti degli arti superiori.
Questa strumentazione, seppure ancora utilizzata risulta ormai obsoleta sia in termini di utilizzo (oltre 10 anni), sia tecnologico.
La fondazione Alberto Mascherpa Onlus ha donato 89.248 Euro (9 Febbraio 2015) per rinnovare completamente il laboratorio consentendo l’acquisto di nuovi strumenti di cinematica (sistema di optoelettronico ad elevata sensibilità e precisione per la cattura di movimenti rapidi e impercettibili), video (sistema di videocontrollo digitale con due telecamere per la ripresa e la registrazione video) e di elettromiografia (elettromiografia di superficie wireless integrata ai parametri spazio temporali).
Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano
Potenziamento del reparto di Endoscopia Digestiva
Il Prof. Alfredo Rossi, primario del Niguarda, responsabile di Endoscopia Digestiva, potenzierà il suo reparto grazie all’acquisto di 2 Videoduodenoscopi Olympus.
Per questo progetto la Fondazione ha acquistato i macchinari per poi donarli all’Ospedale.
Il costo di questo progetto è stato di 91.620 €.
Verrà intitolata una sala operativa ad Alberto Mascherpa, all’interno del reparto di Endoscopia Digestiva di Niguarda.
L’assenso alla donazione è arrivato grazie al Dr. Pasquale Cannatelli (Direttore Generale di Niguarda), Dr. Mario Noschese  (Direzione Amministrativa di Presidio di Niguarda) ed Ing. Marco Coboldi (Ingegneria Clinica di Niguarda).
La struttura del prof. Rossi è all’avanguardia e svolge l’attività per moltissime urgenze, anche con pazienti provenienti da altri ospedali.
Gli utenti della struttura sono generalmente anziani, mentre i bambini rappresentano un 10% circa dei casi trattati.
La sala Alberto Mascherpa è stata inaugurata il 27 Giugno 2008.

Comune di Caronno Pertusella
Progetto Alberto Mascherpa - in aiuto agli anziani
La Fondazione Alberto Mascherpa è intervenuta per migliorare qualitativamente e quantitativamente il servizio domiciliare agli anziani di Caronno Pertusella. Il progetto coordinato dal Sindaco di Caronno Pertusella, Augusta Maria Borghi, è supportato dalla Fondazione Artos, mediante l’assunzione della gestione in collaborazione con i Servizi Sociali comunali e nella messa a disposizione di personale proprio.
La Fondazione Alberto Mascherpa ha donato 52.500 € per incrementare il Servizio di Assistenza domiciliare agli anziani, rendendolo disponibile anche nei week-end ed aumentando il personale attivo nei pomeriggi.
Inoltre ha permesso di inserire nel servizio anche due operatori Fisioterapisti ed un Medico Geriatra, entrambi serviranno a domicilio gli Anziani.
La capillarità dell’intervento (i medici di base segnalano gli anziani che necessitano assistenza domiciliare) ha permesso di conoscere a pieno gli anziani ed i loro bisogni, risolvendo problemi di contingenza ed urgenza.
Infine, nell’ambito del progetto “PIUMA” Piano Territoriale degli Orari, approvato dalla Regione Lombardia, la Fondazione Alberto Mascherpa ha donato 30.500 € per l’acquisto di un automezzo Opel Vivaro Combi per il trasporto a chiamata degli anziani che devono recarsi agli ambulatori medici.
Il progetto è completamente attivo da inizio 2009.
A Novembre 2010 sono stati donati 20.000 €.
A Giugno 2011 sono stati donati 30.000 €.
A Febbraio 2012 sono stati donati 40.000 €, per assicurare il servizio di assistenza domiciliare anche per tutto il 2012. Il totale delle donazioni per questo progetto è di 173.000 €.

Ospedale San Gerardo di Monza
Nuovo Centro Maria Letizia Verga per lo studio e la cura della Leucemia del Bambino
La nostra fondazione ha deciso di donare 200.000 Euro, per contribuire alla costruzione del nuovo Centro per lo studio e la cura della Leucemia del Bambino a Monza (nuovo stabile all’interno dell’Ospedale San Gerardo).
Le donazioni sono state due da 100.000 Euro. La prima nel Maggio 2014, la seconda a Luglio 2015. La nuova struttura, diretta dal Prof. Andrea Biondi, è stata completata. Edificio di 4 piani, per un area complessiva di 7.700 metri quadrati. E’ diventato la sede del Centro di Ricerca sulle leucemia ed emopatie infantili e del Nuovo Centro Trapianti di midollo osseo. Da Aprile 2015 la nuova struttura è operativa.
La nostra donazione è servita per finanziare completamente una Nuova stanza di degenza per i bambini sottoposti a trapianto del midollo. La stanza è stata dedicata a Giorgio Mascherpa (nostro Consigliere deceduto il 22 Luglio 2014).
La seconda donazione da 100.000 Euro ha permesso di “adottare” una seconda stanza di degenza per i bambini sottoposti a trapianto del midollo.